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Califfo
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Il mwfacaliffo (in mwfqarabo mwfgخليفة, mwfwkhalīfa, ossia «vicario, reggente, facente funzione, successore, sostituto») è il nome dato a un mwgasovrano mwgqmusulmano che governa un regno chiamato mwggcaliffato, cioè un monarca che pretende di essere il successore politico come «vice», il titolo che mwgwAbū Bakr assunse quando succedette a mwhaMaometto come leader del dominio arabo musulmano nel 632.cite-ref-1[1]
Costituisce la massima magistratura islamica (con una rilevanza eminentemente politica, anche se non esente da risvolti spirituali), ma non è prevista nel mwigCorano e neanche nella mwiwSunna di Maometto. Fu infatti realizzata in modo del tutto originale da alcuni fra i primissimi mwjacompagni di Maometto nella stessa giornata della sua morte, l'otto giugno mwjq632 (corrispondente al 13 mwjgrabīʿ I dell'11 dell'mwjwegira).cite-ref-2[2]
Contents
• Storia
• Califfi
• Omayyadi
• Ottomani
• Note
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Storia
«Quando il tuo Signore disse agli angeli "in verità io sto per costituire in terra un vicario (
khalīfa
)", gli angeli risposero "costituirai tu in essa uno che porterà corruzione su di essa e spargerà il sangue, mentre noi celebriamo le tue lodi e esaltiamo la tua santità?"; Dio rispose "io in verità so ciò che voi non sapete".»
Anche in altra occasione la parola è usata, riferita al profeta mwnaDāwūd (XXXVIII:26):
«O David! Noi t'abbiam costruito Vicario sulla terra»
(trad. Alessandro Bausani)
In entrambi i casi è del tutto evidente che il significato del termine mwnwkhalīfa è qui quello di "Vicario, luogotenente", non quello di "successore". Sarebbe considerato infatti assolutamente blasfemo nell'Islam che Maometto possa mai avere un suo successore nella profezia.cite-ref-3[3]
Per evitare probabilmente che i mwpqmusulmani di mwpgMedina (mwpwmwqaAnṣār) scegliessero come successore politico di Maometto uno tra di loro, un gruppo di musulmani mwqqmeccani (i cosiddetti "mwqgEmigranti"), che era giunto in città con l'mwqwegira, fra cui mwraAbū Bakr, mwrqʿUmar b. al-Khaṭṭāb e mwrgAbū ʿUbayda b. al-Jarrāḥ, riuscì a far sì che a essere prescelto fosse Abū Bakr che - per essere stato il miglior amico di Maometto (di cui era quasi coetaneo) e verosimilmente il primo uomo convertitosi all'Islam - era generalmente assai apprezzato e che garantiva perciò una linea di comportamento in linea con quella messa in atto dal Profeta. L'espressione usata per indicarlo fu quindi "mwrwkhalīfat rasūl Allāh" (vicario, o successore, dell'Inviato di Dio).
Califfi
"Ben guidati"
Vi fu poi un Imamato mwagad-interim, durato appena un anno, concluso per accordo raggiunto con mwawMuʿāwiya b. Abī Sufyān, da parte di:
1. mwbgmwbwAl-Hasan ibn Ali (mwca661)
Omayyadi
9. mwswmwtaYazīd III b. al-Walīd II b. ʿAbd al-Malik (mwtq744)
10. mwtwmwuaIbrāhīm b. al-Walīd II b. ʿAbd al-Malik (mwuq744)
Omayyadi andalusi
Da un nipote di Hishām ibn ʿAbd al-Malik, mwwqʿAbd al-Rahmān ibn Muʿāwiya, rifugiatosi nella mwwgpenisola iberica sotto amministrazione califfale omayyade damascena, si diparte la mwwwdinastia omayyade di mwxaal-Andalus.
Abbasidi di Baghdad e Samarra
Abbasidi del Cairo
Ottomani
Condizioni richieste per il candidato al califfato
Sulla questione del califfato (istituzione non contemplata dal mwalsCorano e dalla mwalwmwal0Sunna), sulle sue prerogative e sulle condizioni necessarie per ricoprire quella che a tutti gli effetti è stata considerata, finché è esistita, la magistratura suprema islamica, sono stati scritti, fino a tutta l'età abbaside, vari trattati giuridici, dovuti (tra gli altri) alla penna di ʿAbd Allāh ibn Mubārak (m. 797), di mwal4Mālik b. Anas, del mwal8mwamaQāḍī al-quḍāt (Gran Qadi) mwamekufano mwamiAbū Yūsuf (m. 798), da Abū ʿUbayd al-Qāsim ibn Sallām (m. 838), del mwammQāḍī al-Nuʿmān (m. 974), del mwamqmalikita Ibn Abī Zayd al-Qayrawānī (m. 996), del mwamyhanbalita Ibn Baṭṭā (m. 997) o del mwamghanafita al-Qudūrī (m. 1037).
Tra essi, quello considerato più autorevole, è il libro di mwamoal-Mawardi (m. 1058) degli mwamsAḥkām al-sulṭaniyya (Gli ordinamenti del potere). Secondo tale autore, le condizioni richieste per poter validamente accedere al califfato sono:
1. Appartenenza al sesso maschile
2. Pubertà del candidato
3. Sanità di mente e di corpo
4. Integrità morale, tale da rendere il candidato un testimonio valido secondo il mwanediritto islamico
5. Conoscenza media della legislazione coranica e mwanmsciaraitica, pur senza eccellere rispetto agli specialisti
6. Protezione della mwanumwanyDār al-Islām, istituzione di mwancmwangribāṭ
Condizioni di privilegio - ma la cui mancanza non costituisce un elemento ostativo per l'assunzione della carica - sono:
1. Appartenenza alla tribù dei mwanwQuraysh
2. Appartenenza all'etnia araba.
Tra gli obblighi cogenti vi è innanzi tutto la tutela dell'Islam in tutti i suoi aspetti (si parla dell'obbligo di garantire lmwan8'mwaoaʿibāda della comunità dei fedeli guidata dal califfo, cioè la doverosa venerazione della mwaoiUmma all'unico Dio -mwaomAllāh-, e l'adozione di misure atte ad agevolarne e garantirne il culto e l'applicazione della mwaoqLegge islamica a tutti i sudditi, musulmani o "mwaouprotetti").
Un altro obbligo, da assolvere quando le condizioni lo consentano, è quello di organizzare e guidare (di persona, o per il tramite di suoi delegati) il mwaocmwaogjihād, sia difensivo (in mwaokDār al-Islām), sia offensivo (in mwaoomwaosDār al-Ḥarb), che, secondo Mawardī, può legittimare una conquista avvenuta senza autorizzazione, per il quale egli parla dellmwaow'mwao0imārat al-istīlāʾ.
Da notare che, per lo mwao8sciismo, il mwapajihād per essere legalmente valido, deve essere sempre guidato dall'mwapeImam della Comunità. Dal momento che, tanto per lo sciismo mwapiduodecimano, quanto per quello mwapmismailita mwapqsettimano, l'Imam si è occultato agli occhi del mondo nel mwapuIX secolo, per manifestarsi solo in occasione della fine dei tempi, il mwapyjihād non ha quindi più alcuna possibilità di essere validamente proclamato (e tanto meno condotto) in contesto sciita duodecimano,cite-ref-4[4] mentre le prerogative di quello mwapsfatimide coincidono con quelle mwapwsunnite.cite-ref-5[5],
Gli ultimi califfi
Un califfato di grande importanza, antagonistico di quelli abbaside e omayyade andaluso, fu quello dei mwaqmFatimidi, anche se i loro leader preferirono farsi chiamare mwaqqimam (guida), in accordo anche con la tradizione dello mwaqusciismo cui appartenevano. In minor misura si può considerare califfato anche quello degli mwaqyAlmohadi, che si facevano infatti chiamare mwaqcamīr al-muʾminīn.
L'ultimo califfato riconosciuto all'interno di quasi tutto il mondo mwaqksunnita fu quello degli mwaqoOttomani. Sulla questione scrisse, negandone la validità, l'mwaqsarabista e mwaqwislamista mwaq0italiano mwaq4Carlo Alfonso Nallino, che mise in eccessiva evidenza il fatto che la mwaq8dinastia ottomana non era mwaraaraba, bensì mwareturca.cite-ref-6[6]
A spingerlo a una tale presa di posizione, palesemente in contrasto con la realtà dei fatti (che faceva invece giudicare perfettamente legittimo il "califfato ottomano" da gran parte del mondo islamico mwarcmaghrebino e mwargvicino-orientale), fu la recente conquista italiana della mwarkTripolitania e della mwaroCirenaica mwarsottomane.
Per rafforzare ulteriormente la corretta distinzione, da lui già fatta in un articolo, tra la figura del "Califfo" e quella del "Papa", al fine di convincere le autorità italiane dell'inopportunità di consentire alle popolazioni conquistate di seguitare a rivolgere nelle mwar0moschee la loro mwar4mwar8khuṭba della mwasapreghiera del mezzodì del venerdì (mwasejumūʿa) in onore del mwasiSultano ottomano, il cui titolo califfale era con goffo equivoco assimilato da Roma alla figura puramente religiosa del Pontefice romano, Nallino volle sottolineare come fosse illegittimo quel titolo califfale, senza voler tenere nel minimo conto il fatto che l'arabicità dei califfi fosse qualcosa da preferire, senza peraltro costituire un'ineludibile condizione (mwasmsharṭ) per ricoprire la dignità califfale,cite-ref-7[7] come d'altronde precisato da chi - primo fra tutti mwasgal-Mawardi - si era occupato di descrivere le condizioni giuridiche e morali di un mwaskmusulmano per poter validamente assumere quella carica in base alla tradizione giuridica islamica.
L'ultimo califfo ottomano fu dichiarato decaduto da un'apposita Assemblea tenutasi ad Ankara il 3 marzo mwass1924 su disposizione di mwaswMustafa Kemal Atatürk.
Nonostante la mobilitazione internazionale in difesa del califfato dell'mwas4Impero ottomano (che interessò anche mwas8Gandhi, allora alleato del mwataMovimento Khalifat), la mwateTurchia infatti aveva ormai imboccato la strada della costruzione di uno stato repubblicano laico.
Tentativi di rinascita
In seguito all'abolizione del mwatqCaliffato da parte della mwatuTurchia moderna, una parte del mondo islamico sunnita pensò di poter riconoscere erede del Califfato islamico la Casa Reale egiziana, discendente di mwatyMehmet Ali (almeno finché essa ebbe voce in capitolo in mwatcArabia), mentre un'altra parte (basandosi sul fatto che la Famiglia Reale saudita rivendica il titolo onorifico di Custode delle due Città Sante di Mecca e Medina) giudica che un'eventuale rivendicazione saudita sarebbe perfettamente legittima. Esiste infine una corrente di pensiero che ritiene la famiglia mwatghascemita di mwatkGiordania e quella reale del mwatoMarocco siano in grado di rivendicare validamente la suprema dignità califfale, essendo i monarchi giordani discendenti del mwatsProfeta attraverso suo nipote mwatwal-Husayn, mentre i sovrani marocchini lo sono attraverso l'altro nipote mwat0al-Hasan.
Quasi nessuno riconosce invece ormai plausibile l'ipotetico Califfato dei successori di mwat8Abdul Mejid II, di cui l'attuale pretendente è mwauaHarun Osman.
Va sottolineato che i fautori del ripristino del Califfato costituiscono un'esigua minoranza nel mondo islamico e gli stessi slogan lanciati in questo senso da alcune organizzazioni mwauifondamentaliste non hanno suscitato grande interesse e discussione a livello teoretico.
Dal mwauy1969 i paesi musulmani fanno riferimento per la difesa dei valori dell'Islam all'associazione mwaucOrganizzazione della cooperazione islamica (che alcuni considerano erede del califfato, con califfo il segretario generale).
Califfato islamico
Il 29 giugno mwaus2014 l'autoproclamato mwauwStato Islamico ha riconosciuto mwau0Abu Bakr al-Baghdadi come suo velleitario califfo,cite-ref-8[8] non riconosciuto come tale in alcuna istanza ufficiale dell'intero mondo mwaviislamico.
Altro uso
Il termine mwavukhalīfa, nella sua accezione fondamentale di "vicario", è stato assai spesso impiegato per indicare i rappresentanti del sovrano in amministrazioni secondarie, identificando quella che cioè è la precipua funzione del "gerente" o del "deputato".
Note
cite-note-11. ↑ L'espressione mwavwKhalīfat rasūl Allāh ("successore dell'Inviato di Dio") lasciò il posto spesso in età mwav0omayyade e mwav4abbaside a quella di mwav8Khalīfat Allāh, evidentemente nell'accezione non blasfema di "vicario di Dio", e fu impiegata nel corso dei secoli anche da altre dinastie islamiche.
cite-note-22. ↑ mwawmClaudio Lo Jacono, mwawqStoria del mondo islamico (VII-XVI secolo) 1. mwawuIl Vicino Oriente, Torino, Einaudi, 2002, pp. 39-40.
cite-note-33. ↑ Si veda mwawkClaudio Lo Jacono, mwawoStoria del mondo islamico (VII-XVI secolo) I. mwawsIl Vicino oriente, Torino, Einaudi, 2003, p. 39.
cite-note-44. ↑ Etan Kohlberg, "The Development of the Imami Shi'i Doctrine of Jihad", su: mwaw8mwaxaZeitschrift der Deutschen Morgenländischen Gesellschaft, 1976, 126, pp. 64–86; in particolar modo alle pp. 80-81.
cite-note-55. ↑ A. Morabia, mwaxqLe Gihad dans l'Islam médiéval, p. 209.
cite-note-66. ↑ mwaxgC. A. Nallino, "Appunti sulla natura del «Califfato» in genere e sul presunto «Califfato ottomano»", in: (a cura di mwaxkMaria Nallino), mwaxoScritti editi e inediti, 6 voll., Roma, mwaxsIstituto per l'Oriente, III, pp.mwaxw 234–569.
cite-note-77. ↑ Non ultimo l'atteggiamento del grande mwayagiurisperito e mwayeteologo mwayihanbalita mwaymIbn Taymiyya (XIII secolo), che indicava come perfettamente plausibile e addirittura consigliabile che la dignità califfale fosse assegnata ai mwayqMamelucchi (di cui era suddito), che avevano sconfitto i mwayuMongoli nella mwayybattaglia di Ayn Jalut, assolvendo alla condizione di condurre il mwaycmwaygjihād contro chi avesse aggredito la mwaykUmma islamica, come aveva in effetti fatto mwayoHulegu.
cite-note-88. ↑ mway4mway8mwazaSiria e Iraq, l'Isis proclama il «califfato islamico» nel Medio Oriente. Israele pensa a una barriera a Est - Il Sole 24 ORE, su mwazeilsole24ore.com.
Bibliografia
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